Le 5 crisi che determineranno l’agenda umanitaria nel 2018

Le 5 crisi che determineranno l’agenda umanitaria nel 2018 © Mohammed Huwais/AFP

 

Gennaio 2018
Dal Sud Sudan allo Yemen, dai conflitti alla carestia, il 2018 si presenta come un anno pieno di crisi umanitarie. Di seguito il perché.


Siria: tra assedi e sfollamenti
La Siria rimane una delle crisi umanitarie più complesse e dinamiche del mondo d’oggi. Sei anni di conflitti hanno provocato sfollamenti di larga scala con più della metà della popolazione costretta ad abbandonare le proprie case. Circa tre milioni di persone sono intrappolate in zone assediate o difficili da raggiungere, mentre armi chimiche continuano ad essere impiegate con effetti devastanti.

La crisi della Repubblica Democratica del Congo
Per il secondo anno consecutivo, il Congo è il paese con il più alto numero al mondo di sfollati a causa di conflitti civili. Più di 1,7 milioni di persone hanno abbandonato le loro fattorie e villaggi quest'anno, oltre ai 922.000 nel 2016. Le province del Nord Kivu, del Sud Kivu, del Kasai e del Tanganyika sono le più colpite. Ad oggi, più di 13 milioni di persone necessitano assistenza e protezione umanitaria - si tratta di circa sei milioni di persone in più rispetto all'inizio del 2017.

Il rischio carestia nello Yemen
Anche prima che scoppiassero i combattimenti all'inizio del 2015, lo Yemen era uno dei paesi più poveri del mondo arabo. Ad oggi, 8,4 milioni di persone sono sull'orlo della carestia; 400.000 bambini soffrono di malnutrizione acuta e oltre 5.500 civili sono stati uccisi.

Conflitto stridente in Sud Sudan
Il Sud Sudan, che nel 2011 si è separato dal Sudan, è devastato da una guerra civile scatenata dalla rivalità politica tra il leader uscente Salva Kiir e il suo ex vice Riek Machar. Sette milioni di persone nel paese - quasi due terzi della popolazione rimanente - hanno bisogno di assistenza umanitaria; milioni di persone continueranno ad essere minacciati dalla fame dovuta alla guerra, e al collasso dell'economia rurale. E sì, ci sarà la minaccia di una rinnovata carestia.

La crisi dei rifugiati Rohingya
Dopo un anno catastrofico, in cui più di 665.000 persone sono state cacciate dallo stato del Rakhine in Birmania, il 2018 porta con sé una serie di domande. Gli attori umanitari continuano a costruire le strutture necessarie ad ospitare i rifugiati in condizioni davvero difficili, considerando la mancanza di spazio. Potranno le nuove infrastrutture superare intatte le tempeste, o le piogge dei monsoni stagionali che cadranno tra pochi mesi? Riusciranno le autorità birmane e bengalesi a creare un buon piano per rimpatriare i rifugiati Rohingya?


Per saperne di piu, leggi:

http://www.irinnews.org/feature/2018/01/01/ten-humanitarian-crises-look-out-2018

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