Le crisi dimenticate: Colombia

Mercoledi 11 Ottobre la Temple University Rome ha ospitato una conferenza sul conflitto Colombiano, uno dei più lunghi e violenti al mondo, e il futuro degli accordi di pace.

Organizzata da L’Osservatorio, la conferenza aveva l’obiettivo di far luce sulle ragioni che hanno portato al conflitto e sul processo di pace verso il quale il paese si sta dirigendo.

L’incontro, tenuto in inglese, è stato moderato dal Dott. Lorenzo Rinelli, affiancato dal Dott. Corrado Quinto, che ha parlato del ruolo svolto da L’Osservatorio nel monitorare le conseguenze dei conflitti sui civili e nell’informare il pubblico. Il Dott. Leone Hadavi e la Dott.ssa Flavia Famà si sono soffermati sul conflitto in Colombia, a partire dalla sua genesi fino agli accordi di pace.


Negli anni ’60, con la fine di un periodo di violenza politica conosciuta come La Violencia, le comunità rurali hanno continuato a subire attacchi  da parte del governo. A causa di ciò, il Partito Comunista Colombiano (PCC) ha istituito il gruppo armato noto come Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC). Da principio il suddetto gruppo era organizzato come gruppo di difesa dei campesinos, con l’obiettivo di proteggere le comunità rurali e i loro diritti. In questo periodo, le popolazioni rurali si battevano per una riforma della terra, per migliori condizioni di vita e per un riconoscimento dei bisogni delle comunità rurali da parte del governo. Durante gli anni ’70, le FARC hanno iniziato ad assumere un approccio offensivo verso gli abusi del governo e a scontrarsi i violentemente con il governo colombiano per oltre 52 anni.

Ben presto il traffico di stupefacenti è diventato la primaria fonte di guadagno per supportare le FARC. Per coltivare le piantagioni di cocaina erano necessari grandi appezzamenti di terra. Le FARC, e dall’altra parte i paramilitari, hanno usato tattiche violente per assicurarsi più terre, e le vittime principali di questi attacchi erano proprio i campesinos - ossia gli abitanti delle campagne, donne e bambini, gli Afro-Colombiani e i gruppi indigeni.

Una delle atrocità maggiori portata avanti dal gruppo è nota con il nome di Falsos Positivos, che ha portato alla morte di migliaia di civili. Molte truppe assassinavano membri delle proprie comunità travestendoli da guerriglieri delle FARC al fine di ottenere benefici dal governo. Gli abitanti dei villaggi si sono ribellati a tali crimini e hanno iniziato a lottare per avere giustizia. Un gruppo di donne della cittadina di Soacha continua a combattere affinché il governo sia chiamato a rispondere per la morte dei propri figli.

Con la presidenza di Santos si sono rinnovati gli sforzi per i negoziati di pace. Nel 2016, il governo colombiano e le FARC si sono accordate per una tregua (un cessate il fuoco). Al momento è in atto la smilitarizzazione delle FARC e delle sue truppe.  

L’Osservatorio ha organizzato una conferenza con noti relatori tra cui la dott.ssa Flavia Famà e il dr. Leone Hadavi, esperti sulla crisi colombiana. L’obiettivo di questa conferenza è stato quello di far luce sulla crisi dimenticata, la storia e la natura del conflitto, la realtà dei negoziati di pace e i possibili scenari futuri. Grande enfasi è stata posta sulla discussione in merito alle numerose violazioni dei diritti umani commesse, in particolar modo i Falsos Positivos. Inoltre, è stata evidenziata la grande resilienza dei familiari delle vittime che continuano a battersi per avere giustizia.

L’Osservatorio ha in programma di organizzare ulteriori conferenze in merito a questioni relative a violazioni dei diritti umani in tutto il mondo in conformità con il proprio impegno di disseminazione, educazione e documentazione in materia.

 

Per maggiori dettagli sull’accordo di pace in Colombia, visita:
http://www.losservatorio.org/en/publications/wide-angle-series/item/668-the-colombian-peace-process


N.B. Le foto sotto sono per gentile concessione di Pier Paolo Lisarelli