Campagna "Io non volevo partire - Chi fugge dalla guerra ha bisogno di una mano"

Locandina della campagna Locandina della campagna ANVCG

Il 16 giugno 2016, l'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG), in collaborazione con L'Osservatorio, UNRWA-Italia (Comitato Italiano per l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi), e Comitato 3 Ottobre Onlus, ha promosso una conferenza nel quadro della campagna relativa alla protezione dei civili in fuga dalle guerre, con lo slogan "Io non volevo partire - Chi fugge dalla guerra ha bisogno di una mano".

L'evento si è svolto nella prestigiosa sala Caduti di Nassiria al Senato della Repubblica, in occasione della celebrazione annuale della giornata mondiale del rifugiato prevista il 20 giugno, dalla risoluzione 55/76 adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 4 dicembre 2000, in occasione del cinquantenario della Convenzione del 1951 relativa allo status dei rifugiati.

Il convegno si è aperto con la proiezione del cortometraggio realizzato da Emanuele Cervetti e Andrea Cocchi, registi per L'Osservatorio, su l’Isola di Lampedusa e con un messaggio di saluto inviato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, esprimendo l’auspicio che “le ragioni della cooperazione pacifica tra i popoli e dei diritti fondamentali dell’uomo prevalgano sempre sulla violenza e sulle barbarie belliche”. Tra i partecipanti, particolarmente significativo è stato l'intervento da parte del Senatore Benedetto Della Vedova, Sottosegretario agli Affari, dell'avvocato ANVCG Giuseppe Castronovo, Presidente dell’ANVCG, di Tareke Brhane, Presidente del Comitato 3 Ottobre, e di Tana De Zulueta, Presidente di UNRWA-Italia. Il centro di ricerche L'Osservatorio è stato rappresentato da Lorenzo Rinelli che ha sottolineato come il dramma dei civili in cerca di asilo dalle guerre vede protagonisti principalmente i paesi del sud, con alcuni di loro che ne sopportano il peso maggiore, come il Kenya, il Libano, la Giordania e la Siria, la quale ospita tuttora ancora migliaia dei profughi palestinesi, bloccati tra l'incudine e il martello.