Droni e sminamento nelle esondazioni dei Balcani

Membri del Centro di Sminamento della Bosnia ed Erzegovina (BHMAC) delimitano un campo minato per la bonifica, Sarajevo, 5 April 2015 Membri del Centro di Sminamento della Bosnia ed Erzegovina (BHMAC) delimitano un campo minato per la bonifica, Sarajevo, 5 April 2015 © Anadolu Agency/Getty Images

Giulio Coppi esamina un esempio pratico e innovativo di uso di droni nelle operazioni di sminamento nel contesto dell'assistenza umanitaria alle inondazioni dei Balcani del 2014.

In questa ricerca si esamina un caso pratico di uso di droni a fini di supporto delle operazioni di sminamento nel contesto della risposta umanitaria alle inondazioni della primavera del 2014 nei Balcani. L’importanza di questa esperienza, una pietra miliare nello sviluppo delle tecnologie senza pilota per scopi umanitari, si deve all’essere il primo caso di uso dei droni per attività di sminamento a seguito di un disastro natura­le avvenuto in una zona non marcata attualmente dal conflitto e attraversata da un importante fenomeno migratorio.

Il rischio rappresentato dal ritorno delle popolazioni sfollate dalle inondazioni verso zone ora a rischio contaminazione, e dalla ripresa dei movimenti migratori attraverso aree rurali e poco controllate ha infatti imposto una particolare attenzione nella rapidità di valutazione e di intervento nelle aree a rischio. La ricerca si sofferma innanzitutto sulle principali attività svolte dai droni in situazioni di emergenza e sul loro ruolo in relazione ai mezzi di sminamento tradizionali, per analizzarne poi l’impatto e le conclusioni che gli esperti hanno dedotto da questa esperienza. Pur sottolineando gli ampi margini di sviluppo, l’analisi dell’uso umanitario dei droni ne evidenzia i vantaggi legati ai costi ridotti, alla portabilità e alla varietà di usi possibili sul terreno, soprattutto in missioni pericolose e di difficile accesso. Una riflessione puramente empirica sul ruolo dei mezzi autonomi o a controllo remoto è dunque oggi più che mai necessaria.

Negli ultimi anni, l’uso di veicoli aerei senza pilo­ta – comunemente chiamati droni – ha occupato un ruolo di rilievo nel dibattito sulle prospettive e sui limiti della tecnologia nell’umanitario. Noti in ambito internazionale per l’uso militare, e in particolare per l’eliminazione selettiva di obiettivi altamente strategici, i droni soffrono di una diffusa percezione sfavorevole che ne rallenta la diffusione in ambito umanitario. Nonostante questo, i recenti successi nella risposta a disastri naturali ed il loro incontenibile successo commerciale stanno progressiva­mente indebolendo questo stigma.

Il valore di casi studio realizzati in paesi come la Croazia e la Bosnia-Erzegovina risiede anche nel contribuire al dibattito sulla base di elementi fattuali e misurabili, che permettono di allontanarsi da posizioni aprioristiche per orientarsi verso scelte strategiche consapevoli.

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